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Il bambino in
situazione di handicap e la scuola: cultura e pedagogia
dell'integrazione
Salvatore Gallo - Michele Roccella
Premessa
Non è semplice né scontato, volendo offrire una panoramica
esaustiva sul "pianeta" integrazione, riconoscere il giusto
spazio ai vari elementi in gioco.
Si sono qui ripercorsi gli itinerari di crescita sociale,
culturale, pedagogica e giuridica, i sentieri, inizialmente
accidentati, poi sempre meno, sui quali l'idea di integrazione è
cresciuta, partendo dalle rivendicazioni del diritto alla
socializzazione e alla uguaglianza (invocati come la panacea dei
problemi di esclusione, solitudine ed emarginazione), per
giungere ad una più forte presa di coscienza e presa in carico,
che ha riconosciuto nel profondo concetto di integrazione i
caratteri della problematicità e complessità.
Questa visione necessita dell'allargamento, non semplice e
immediato, della propria dimensione esistenziale, del
decentramento rispetto a schemi sociali, economici e culturali
stereotipati e autoriproducentisi, in modo da porre al centro
dell'attenzione la persona. Una visione complessa e
polistrutturata dell'integrazione dell'handicap ha la necessità
di dotarsi, inoltre, di strumenti di lavoro, metodologie di
intervento, tecniche individualizzate che, nel rispondere a
specifiche esigenze di formazione, rinviano al più ampio
contesto sociale.
È sugli strumenti e le metodologie che si è anche posata la
nostra attenzione, elementi di concretezza per un'azione quanto
più incisiva nella proposta e nella conduzione dei percorsi
educativi.
Molto di tutto ciò è stato riconosciuto e acquisito nella
recente legislazione che ha risposto con precise indicazioni ai
bisogni di integrazioni scolastica, ma che allo stesso modo
rimane colpevolmente generica ed elusiva rispetto ai termini
temporali di adeguamento e alle risorse finanziarie investite.
Senz'altro, questo è un aspetto, insieme alla parziale
maturazione culturale del tessuto sociale e delle énclaves
professionali che resistono, che contribuisce ad alimentare la
discrasia fra teoria e prassi, che trova altri responsabili
nella carenza di scambio, nella resistenza opposta alla
metodologia del lavoro integrato da parte dei servizi coinvolti
e nella demotivazione dei docenti.
Le lotte per l'integrazione hanno conseguito importantissime
vittorie, non solo culturali, hanno realmente spostato il
confine, la "frontiera", inoltrandosi in quel territorio
d'avventura umana costituito dal processo di integrazione
sociale dell'handicap.
Profili biografici
degli Autori
Salvatore Gallo
Pedagogista, insegnante di sostegno nelle scuole superiori.
Collabora per attività di ricerca con la cattedra di
Neuropsichiatria Infantile, Dipartimento di Psicologia
dell'Università di Palermo. Collabora inoltre con lo studio
associato Prevenire è Possibile per attività di formazione
rivolte ad insegnanti ed educatori. Ha condotto attività
educative con adolescenti in contesti comunitari, centri sociali
e nell'ambito dell'educazione di strada.
Michele Roccella
Roccella ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia e la
specializzazione in Neuropsichiatria Infantile presso l'Ateneo
di Palermo.
E' stato dirigente medico di I livello presso il servizio
Territoriale di Salute Mentale dell'USL 3 di Catania.
Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in
Neuropsicopatologia dei Processi di Apprendimento in Età
Evolutiva presso la seconda Università di Napoli.
Attualmente è Professore Associato di Neuropsichiatria Infantile
presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di
Palermo.
Tra le Sue pubblicazioni:"Epilessie e funzioni cognitive in età
evolutiva"(Carbone Edizioni 1999 "Fenotipi neuropsicologici
nelle sindromi genetiche malformative con deficit cognitivo in
età evolutiva" (Carbone Edizioni 2000), "Nuove problematiche
adolescenziali: l'utilizzo di sostanze anabolizzanti come
sostanza d'abuso" (Carbone Edizioni, 2000), "Il bambino in
situazione di handicap e la scuola: cultura e pedagogia
dell'integrazione"(Carbone Edizion, 2002)
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